Štěpán Zavřel (1932-1999)

LA VITA DELL’UOMO CHE PARLÒ AI BAMBINI


Štěpán Zavřel nasce a Praga nel 1932 e sin da bambino ama a disegnare. Dopo la maturità, comincia a lavorare come disegnatore di cartoni animati nello studio d’animazione “Bratři v triku”, diretto dal grande Jiři Trnka. Contemporaneamente prosegue i suoi studi, frequentando i corsi di regia all’Accademia di Arti cinematografiche di Praga. 

Ma la vita dietro la cortina di ferro non è facile per un ragazzo proveniente da una famiglia di origine “non proletaria” e a Štěpán viene negata una regolare ammissione all’università e agli istituti con indirizzo artistico. Ciò nonostante, riesce a frequentare, da “clandestino”, le lezioni all’Accademia di Belle Arti e alla scuola di Arti e Mestieri. Alla fine, come a molti altri giovani che sognano il mondo “libero” e la libertà di espressione, a Zavřel non resta altro che abbandonare la sua famiglia e fuggire dal Paese. 

Dopo una fuga rocambolesca, passando tra l’altro per una prigione in Jugoslavia e un campo profughi a Trieste, Štěpán arriva a Roma dove trova rifugio presso il seminario del Pontificio Collegio Nepomuceno. Nello stesso 1959 si iscrive all’Accademia di Belle Arti. Qui conosce Hélène de Franchis, sua compagna di corso, con cui nel 1969 aprirà la galleria d’arte “Galleria La Città“ a Verona, e tramite lei incontra Corrado Pirzio Biroli, con cui si lega in un’amicizia fraterna che durerà tutta la vita. 

Seguono anni molto intensi: Zavřel viaggia, studia e lavora molto. Tra il 1961 e il 1966 lavora come grafico per lo Studio Rolf Seifert di Monaco e contemporaneamente come disegnatore per lo studio di animazione di Giulio Zannini e Emanuele Luzzati a Roma, con i quali collabora alla produzione di filmati per l’infanzia. Frequenta inoltre un corso biennale di scenografia e costume teatrale alla Kunstakademie di Monaco e, dal 1965 al 1968, dirige a Londra la sezione del film animato dello Studio Richard Williams. 

L’incontro con Luzzati, il grande scenografo e disegnatore, è decisivo per Štěpán Zavřel che, affascinato dal suo stile elegante, matura l’idea di rendere l’illustrazione un’arte autonoma. Nasce così il suo primo albo illustrato, “Il Pesce Magico”, realizzato insieme all’amica Mafra Gagliardi e pubblicato nel 1966. Pienamente consapevoli dell’importanza rivestita dal libro illustrato come “prima galleria d’arte che un bambino può visitare” (K. Pacovská), Štěpán e Mafra hanno creato con quest’opera un importante “ponte” fra il mondo dell’arte a quello dell’infanzia. Una strada che Štěpán Zavřel continuerà a seguire per tutta la sua vita artistica.

Con lo stesso spirito alcuni anni più tardi, nel 1973, Zavřel fonda a Zurigo insieme a Otakar Bozejovsky von Ravenoff la casa editrice Bohem Press, per la quale svolge fino alla sua morte il ruolo di direttore artistico. 

                                            

Nell’estate del 1967 Štěpán Zavřel acquista una casa a Rugolo, piccolo paese veneto situato tra Sarmede e Montaner, che diventerà ben presto un centro artistico-culturale di primo piano. Qui si incontrano artisti provenienti da tutto il mondo, gli stessi che costituiranno con i loro lavori il nucleo iniziale della prima “Rassegna Internazionale dell’illustrazione” a Sarmede, nel 1983. In breve tempo la “Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia” decolla e con grande successo approda anche in varie città e capitali europee. 

Nel 1988 Štěpán Zavřel organizza i suoi primi corsi di illustrazione: inizia così la storia della “Scuola Internazionale d’Illustrazione Š. Zavřel” che nel tempo ha sfornato migliaia di artisti, molti dei quali rimangono fra i più grandi nel mondo dell’illustrazione per l’infanzia. Lo stesso Zavřel ha illustrato nel corso della sua vita una trentina di opere, pubblicate in tutto il mondo in oltre 30 lingue. 

Nel 2011 Corrado Pirzio Biroli e Cécile Cornet d’Elzius hanno aperto, nella loro residenza di famiglia a Moruzzo (UD), sulle colline friulane, il Museo Artistico “Štěpán Zavřel”. Proprio nel luogo in cui Štěpán, nei lontani anni ’60, aveva illustrato “Il Pesce Magico”.







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